L’Alfabeto della Rinascita

Utopia impresa sostiene il progetto “L’Alfabeto della Rinascita” che nasce da un’idea del sociologo Francesco Morace.Ventisei aziende italiane dalla A alla Z, come le lettere dell’alfabeto, selezionate in piena autonomia valutando origini, progetti e visioni, la cui storia si dipana in un secolo (dal 1921 al 2021) e che con le loro storie andranno a scandire un alfabeto dell’eccellenza imprenditoriale italiana.Un abbecedario delle utopie d’impresa che possano essere d’esempio, stimolare e ispirare un nuovo modo di fare impresa.

L’eccellenza dell’impresa italiana

Ci aspettano anni di ripensamento e ridefinizione dello scenario di vita, in cui l’investimento non sarà solo economico e finanziario, ma anche umano e culturale: un intero Paese dovrà mobilitarsi in questa direzione. L’Alfabeto della Rinascita si propone di avviare un percorso originale in questo scenario, partendo dal mondo dell’Impresa in tutte le sue componenti sull’intero territorio nazionale.

Protagoniste di questo percorso sono aziende familiari come Alessi e Berlucchi, Herno, Lago e Inglesina, il tessuto delle imprese di eccellenza tecnologica come Cosberg, Opto Engineering e Pedrollo, imprese culturali come Treccani e Unione Nazionale Consumatori, il mondo dell’eccellenza artigiana e industriale nell’auto, nella meccanica, nel design, come Dallara, Jacuzzi, Würth, Kartell, Rotaliana e Zanotta, il polmone finanziario con Nexi, l’arcipelago delle start-up di valore come X Instant, ma anche alcuni giganti vanto dell’industria in settori strategici: le telecomunicazioni con Fastweb, l’alimentare con Granarolo, Melinda e Yomo, il turismo e la salute con QC Terme, la grande distribuzione con Sofidel e VéGé e l’elettronica di consumo con Expert.

La spina dorsale dell’Italia che produce eccellenza.

Il libro

L’Alfabeto della Rinascita è prima di tutto un libro scritto da Francesco Morace con i contributi di Giulio Ceppi (architetto, designer e fondatore della società di visioning e design strategy Total Tool), Roberto Mordacci (filosofo e docente di Filosofia Morale dell’Università Vita-Salute San Raffaele) e Marzia Tomasin (fondatrice di Utopia impresa) pubblicato da Egea Editore.

Le storie delle ventisei aziende sono raccontate sulla base di alcuni “nuclei utopici” che ne caratterizzano l’unicità. Il testo contiene il “Decalogo dell’Italian Human Design”, elemento fondativo necessario per costruire un nuovo modello sociale orientato al progetto umano, alla sostenibilità, all’utopia concreta e all’innovazione responsabile.

Utopia impresa e le ventisei aziende dell’Alfabeto hanno aderito a questa visione e sottoscritto il Decalogo. Per ogni lettera dell’alfabeto, che corrisponde a un’azienda italiana, Giulio Ceppi e il team di Total Tool hanno ideato e realizzato ventisei pittogrammi che raccontano un’idea, un progetto, una visione in cui si sono distinte le aziende partecipanti. Ogni impresa ha la sua lettera reinterpretata liberamente in un pittogramma unico e distintivo. La copertina del libro le raccoglie tutte in una matrice d’eccellenza della rinascita imprenditoriale italiana.

– Il Decalogo dell'Italian Human Design

1Riunificare esperienza Etica e valore economico attraverso la centralità dell’Estetica (da aesthesis = sentire insieme) all’italiana. Sperimentare la cura e il gusto nella ridefinizione dell’esperienza, che nasce dall’incontro tra la cultura e la capacità di creazione, tra la sensibilità e la bellezza.

2Mettere al centro la poiesis, la cultura del costruire con responsabilità, dimostrando una capacità di integrazione tra i saperi e una visione neo-manifatturiera all’italiana che riguardi anche il mondo digitale.

3Puntare sull’alleanza tra i saperi attraverso cui far convergere progetto creativo, visione imprenditoriale e talento artistico, dimostrando coraggio e fiducia nel design portatore di “progetto umano” che non separa ma riunisce.

4Considerare l’Italian Human Design come elemento fondativo per costruire un nuovo modello social, un territorio vivo con una visione della sostenibilità di ampio respiro, che possa indirizzare la cultura dei prossimi 20 anni: inclusiva, sperimentale, coinvolgete e partecipativa.

5Comprendere quanto l’educazione, l’apprendimento, la trasmissione contagiosa del sapere possano diventare un’esperienza felice ed entusiasmante se collegate all’uso competente del digitale e al suo re-design.

6Incoraggiare modelli operativi basati sul riconoscimento del valore più che sul profitto, sulla co-creazione più che sulla gerarchia, sulla sfida utopica (progettare pensando a ciò che non c’è ancora…) più che sulla stabilità.

7Valorizzare e comprendere il potenziale dell’Italian Human Design orientandolo al progetto umano, alla sostenibilità, all’utopia concreta e all’innovazione responsabile.

8Enfatizzare i valori umanistici nell’evoluzione delle organizzazioni a rete: la condivisione e il progetto diventano rilevanti per affrontare il delicato tema del “sapere per sapere”.

9Raccogliere esperienze e testimonianze di Italian Human Design da rilanciare con gli stessi valori in un Movimento Internazionale che riconosce i propri padri: da Manuzio a Olivetti.

10Agire da grandi collettori e catalizzatori globali di proposte, progetti, persone ed energie che sentono di essere in sintonia con questi temi per prospettive di sviluppo e concrete energie per la crescita.

Francesco Morace